supporto web al documentario "Fratelli di TAV"
di Stefano Lenzi* e Alberto Ziparo**
L'ampio consenso che si registra attorno alle contestazioni del progetto
dell'Alta Velocità, Av, in Val Susa e dei cittadini dell'area dello Stretto di Messina
contro il ponte impone che venga subito inserita nell'agenda politico-istituzionale
del Paese la questione di una moratoria nazionale.
L'iter autorizzativo dei progetti contemplati dal primo programma
delle infrastrutture strategiche va respinto; e si deve tornare alla logica
del Piano generale dei Trasporti e della Logistica (Pgtl) del gennaio 2001,
che faceva riferimento a un'interpretazione su scala regionale
delle «relazioni fra morfologie sociali, forme insediative e quadri ambientali».
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A mettere in fila le ragioni tecniche, economiche, ambientali dell'insensatezza
della Tav fu Mercedes Bresso, la stessa che oggi si batte per realizzare il progetto.
L'attacco contro la valle iniziò 150 anni fa con un trenino inutile.
Oggi come allora, in nome del «progresso» si violentano natura e popolazione.
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http://italy.indymedia.org/news/2006/11/1181032.php
La tratta TAV Bologna-Firenze viene indicata come una priorità - Come
il fiore all'occhiello per quanto riguarda partecipazione e rispetto
dell'ambiente - Una delle opere "buone" e "ben fatte" - Con quali
argomentazioni di fronte allo sfacelo? (Continua)
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di Gian Antonio Stella
Corriere della Sera, 8 dicembre 2005
Aperta ieri con cinque anni di ritardo la prima delle «sue» due gallerie sull'Autosole di Nazzano, che doveva esser pronta nell'ottobre 2000 per il Giubileo, il ministro Pietro Lunardi ha accelerato nell'alta velocità prediletta: quella di parola. E facendo invelenire Beppe Pisanu, che ha subito fatto sapere d'essere «fortemente irritato» con lui, ha liquidato lo scontro sociale, politico e culturale sulla Tav in Val di Susa nello stile di un colonnello sudamericano: «È ormai un problema di ordine pubblico, non riguarda il mio dicastero».
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di Luciano Gallino
la Repubblica, 30 novembre 2005
Sono tendenzialmente favorevole a un rilevante trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia. Potrei quindi essere etichettato come un potenziale pro Tav, per inclinazione e per gli studi fatti sulle conseguenze dello sviluppo industriale. La massa delle merci in viaggio per l’Europa è formata in effetti o da materie prime o semilavorati o componenti destinati all’industria, oppure da beni prodotti dall’industria. Il mezzo più efficiente per trasportarli, dal punto di vista energetico, e il meno oneroso per l’ambiente, è certo la ferrovia. Ben vengano dunque i progetti intesi a trasferire sui treni alcuni milioni di tonnellate di merci l’anno.
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