Sciopero del lavoratori TAV modenesi



Lavoro

Modena – Sciopero di 4 ore (le ultime 4 ore del pomeriggio) venerdì 30 marzo dei lavoratori dei cantieri dell’Alta Velocità in provincia di Modena. Lo sciopero, indetto a livello nazionale dai sindacati Edili Fillea/Cgil, Filca/Cisl e Feneal/Uil, è stato proclamato per protestare contro l’interruzione dei lavori nelle varie tratte dell’Alta Velocità e delle stazioni di collegamento.

La decisione del Governo di revocare per decreto contratti assegnati da molti anni, se ha il pregio di recuperare un vizio formale di origine, in quanto questi lavori sono stati assegnati senza gara, non si basa su credibili motivazioni di “risparmio”, perché il contenzioso che si aprirà sarà superiore ai benefici.
Inoltre è grave che il governo non abbia definito i tempi delle nuove assegnazioni.

A causa di ciò, nei prossimi mesi 6.000 lavoratori perderanno il posto di lavoro, ma già oltre 9.000 sono ora in mobilità e sta per terminare il periodo di copertura del sostegno al reddito.
Purtroppo, la sensazione è che con il silenzio si voglia coprire una triste realtà. Prima del 2011 nessun cantiere sarà riaperto e tutto rimarrà bloccato giacché dovranno completamente riprogettarsi le modalità realizzative delle opere.
Il sostanziale blocco dei lavori e la revoca dei contratti per le nuove tratte Genova – Milano e la parte da Milano verso Venezia, non pregiudica soltanto il completamento del Sistema Alta Velocità/Alta Capacità “T”, ma mette in discussione il piano finanziario che sosteneva e quindi significa buttare a mare 29 miliardi di lavori già eseguiti.

Fillea/Cgil, Filca/Cisl e Feneal/Uil chiedono di rivedere lo strumento legislativo di revoca e sostituire il Decreto con un altro che consenta una trattativa fra RFI e General Contractor che prenda in considerazione la possibilità di abbassare eventualmente i costi delle realizzazioni, di ipotizzare la partecipazione a forme di coofinanziamento da parte dei privati ridefinendo il tutto in un quadro di condivisa trasparenza.
Al Governo si chiede, inoltre, di trovare soluzioni di sostegno al reddito per i lavoratori edili che con l’attuale panorama legislativo restano scoperti da ogni forma di tutela.

 

28.03.2007

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